Gennaio Maggio 2021

Elido Fazi, nel romanzo  Potenza e bellezza, mette in contrapposizione le vicende del regno di Napoli e quelle di Leopardi, la potenza e la bellezza, Waterloo e L’infinito.

Mko Kawakami, Seni e uova. Due sorelle: una vuole un figlio per via di inseminazione artificiale, l’altra vuole rifarsi il seno. Due tentativi disperati e maldestri di essere creative. Per fortuna c’è la figlia adolescente della seconda che le contrasta opponendo loro il suo mutismo.

Murakami, in Prima persona singolare, nel capitolo che intitola con il titolo di un pezzo per piano di Schumann, “Carnaval”, scrive che  la donna bella per sciogliere le catene della propria bellezza deve passare attraverso il trovare in sé qualcosa di brutto e che la donna brutta è favorita rispetto a lei perché, essendo brutta, può trovare in sé qualcosa di bello senza dover passare attraverso il trovare qualcosa di brutto.

Visto il film di Faenza, La verità sta in cielo, sul caso di Emanuela Orlandi. Emanuela come l’Ifigenia di Euripide. Ifigenia sacrificata affinché un padre, il suo, potesse conquistare Troia. Emanuela sacrificata affinchè  un papa, il suo, potesse conquistare Varsavia.

Bruno usa la geometria, la matematica e la mitologia come strumenti per scoprire ciò che, di quanto non si vede, può essere visto.

«L’uniformità procura nausea  a tutti i sensi» (Bruno, Arte della memoria, 95)

Bruno, De monade, numero et figura: “Il cerchio è la radice di tutte le figure, principio di formazione e punto di riferimento, in sé tutte le riassume, abbraccia, inscrive, è in loro inscritto, le empie, le commisura, le uguaglia. Da questa fonte e da questo primo progenitore fluiscono le figure che, per essere chiarite, ricercano il suo foro ed il suo giusto tribunale ed in esso tutte si risolvono quando aumentano e diminuiscono: così l’orizzonte si allarga secondo l’immagine del cerchio, quando si allontana sempre più dai nostri sensi; così i corpi sembrano assumere la sua forma alla vista, mentre si vede che gli angoli si smussano ed il volto delle cose perde le differenze dei lati, assorbite nelle specie dei principi per cui dissolvendosi scompaiono dagli occhi.” 

Bruno: dalla teoria del conflitto alla teoria dei contrari, dalla ricerca dell’unità alla ricerca delle relazioni.

Bruno: il molteplice che appare se viene meno la tirannia dell’uno non porta all’anarchia perché obbedisce alla regola dell’armonia che risulta dalle relazioni. Lo stesso pensiero di Eraclito.

La ricerca dell’unità produce il molteplice delle opinioni perché frantuma l’idea della verità nel senso che porta a dire il falso su quanto la ostacola, fino a negarne l’esistenza.

Nel giro di pochi anni (1513-1591) la necessità di superare gli ostacoli posti nel frattempo alla volontà, dichiarata da Machiavelli, di inoltrarsi per «vie non trite» ha fatto sì che esse dovessero darsi più ampi spazi aprendosi all’incommensurabile e all’infinito fino a correre il rischio che ne scomparisse traccia tra le fiamme di un rogo.

Il principe di Machiavelli diventa il furioso di Bruno.

Il Rinascimento è per me ciò che l’antico Egitto era per Bruno, il tempo di un bene dimenticato.

Keplero. Misterioso nesso tra gli astri e l’arte: l’astronomo e l’artista  sono guidati dalla stessa ricerca dell’armonia.

L’armonia, in quanto manifestazione della bellezza, non ha forma.

Kant aveva capito quello che Freud nella sua risposta a Rilke dà prova di non avere capito: che il bello non è una qualità di un oggetto, ma di un sentimento puramente soggettivo nel senso che quel sentimento non viene detto bello in base a criteri di giudizio esterni ad esso; e che, in quanto tale, appartiene a tutti i soggetti, è universale perché soggettivo. Aveva però distinto il bello dal sublime e gli era sfuggito che esiste un’esperienza del bello che nasce dall’esperienza del sublime..

Che cosa è il brutto se non la perdita del bello?

La parola “bello” distrae da ciò che con essa si intende significare perché spesso il bello viene confuso con il gradevole.

Le unghie colorate delle donne sono belle perché hanno un effetto ipnotico.

Le donne non hanno forma, per questo sono belle.

Ogni sogno è una monade, dotata però di finestre.

Ciascuno nel corso della sua vita fa miliardi di pensieri, crea miliardi di immagini, vive miliardi di emozioni, compie miliardi di movimenti. Stelle fisse, pianeti, soli, comete. L’infinito del quale egli è l’irriducibile che lo misura, come il resto diurno dà la misura del sogno.

Gli Aborigeni cercano il resto diurno non nelle storie individuali, ma nella storia della collettività.

La notte abbiamo la possibilità di contemplare due celi: quello fuori di noi mentre siamo svegli e quello dentro di noi mentre dormiamo.

Se non ci fossero gli orologi non avremmo nozione del tempo, solo del divenire.

Non c’è bevanda più avvelenata di quel punch al Lete che Freud racconta il 9 settembre del 1897 di avere sorbito.

Chi ha sorbito un punch al Lete difficilmente potrà poi parlare di armonia.

Al collega che espone la teoria di Bowlby sull’importanza del caregiver nella formazione dell’Io chiedo di dirmi che differenza c’è tra il caregiver e Dio. Mi risponde sottolineando le buone intenzioni del caregiver e il suo disporsi nel rapporto su un principio di uguaglianza. Cioè non mi dice della differenza tra il caregiver e Dio, ma della differenza tra un caregiver Dio cattivo e uno Dio buono.

L’idea di un nucleo valido originario è presente nello stesso mito dell’Eden almeno nella lettura che ne fa Bacone (Hillary Gatti, Le origini della scienza nel Rinascimento, p. 269). La permanenza nel paradiso viene prima della caduta.

Ogni soggiorno in paradiso è seguito da una caduta che provoca un tale dolore da spingere ad evitare quel soggiorno o a dichiararlo inesistente o esistente nel passato o nel futuro, e tutt’altro da quello che è.

La famiglia può non essere una culla, ma una prigione.

Ad ogni abbandono si riapre un buco nero, si sveglia un mostro che giace negli abissi.

Dopo il giorno torna la notte, inevitabilmente torna la notte e tutto ciò che puoi fare è trarre dalla luce del giorno di ieri la forza di sopravvivere alla notte  e di andare incontro ad altri giorni.

La saggezza degli anziani non consiste essenzialmente nel loro sapere cose che altri non sanno e che può essere utile dire, ma nella libertà di dire cose che altri sanno e non sono in grado di dire. Consiste cioè nel fatto che compete loro la responsabilità di dire il vero.

La forza dei social: dare l’illusione di rendersi visibili agli altri e di rendersi visibili a se stessi illudendosi così di essere nati.

Cannibalismo: quello che nell’attuale pandemia ha spinto singoli e gruppi a scavalcare altri singoli e gruppi nell’accesso al vaccino e a fondare la propria salvezza  sulla morte altrui è una forma light di cannibalismo.

L’epidemia del politicamente corretto: la difesa dei diritti di alcuni comporta la negazione di diritti che dovrebbero essere di tutti.

Nella tendenza della destra non solo italiana ad ampliare la libertà di movimento in tempo di pandemia vi è qualcosa di più  dell’intenzione di privilegiare l’economia sulla salute. Vi è l’intenzione di mantenere costante la presenza di un nemico e il conseguente stato di terrore. La convinzione che il terrore indotto dalla presenza di un nemico sia lo strumento di potere e di governo di pochi è sempre appartenuta ai preti e alla destra. I primi si sono serviti e si servono dell’idea della morte per rendere costante la presenza del terrore. La seconda non ha oggi bisogno di creare il nemico perché è venuto da solo e per di più non è un nemico visibile, ma invisibile, e dunque tale da accrescere il terrore.

 Ascolto in Tv un’intervista al personaggio dichiaratamente omosessuale che ha curato le pubbliche relazioni di Giuseppe Conte. Il problema con alcuni omosessuali non è che siano tali, ma che in quanto tali alcuni di loro si sentano in diritto di dire qualsiasi sciocchezza e di accusare di omofobia che gliela faccia notare.

Ricompare Santoro in uno degli ultimi “di Martedì” di maggio: arrogante, presuntuoso, insopportabile, sciocco: confonde la democrazia con l’anarchia.

La stupidità rende onnipotenti e ben poco si può  contro il  muro della stupidità. Oggi come al tempo di Bruno: Asini asinos fricant.