Bollicine Gennaio-Marzo 2018

Foglie cadute … raccogliere qualcosa, come talora si fa con le foglie cadute.

Viviamo in tre mondi: pubblico, privato e intimo. Forse in quattro, perché c’è anche la storia.

La profondità della psiche è il rovescio di quella del cielo, guardare nella profondità di un sogno è come guardare nell’altezza del cielo. I suoi significati  sono molti più di quelli che vediamo,  proprio come le stelle del cielo sono molte più di quelle che vediamo.

Sotto il Nazismo solo nei sogni era possibile esprime il dissenso, le ragioni del dissenso, in termini di rappresentazione delle conseguenze del Nazismo.

Il fatto di trascorrere al mattino anche solo qualche momento nel tentativo di ricordare i sogni, ed eventualmente poi quello di comprenderli, è un po’ come continuare a sognare.

La giusta enfasi che alcuni psicoanalisti pongono sul rapporto come fattore di per sé terapeutico decade talora nel loro esprimere nel rapporto nulla più che una lacrimosa empatia …

Bisogna distinguere tra normalità e sanità. Si può essere normali senza essere sani.

L’analista esperto riesce a trasferirsi nell’ora della seduta in una dimensione diversa da quella in cui sta fuori da quell’ora. In fondo, la tecnica si risolve tutta nell’avere appreso a fare questo indescrivibile movimento. Descrivere questo movimento, forse meglio dire questo atto, presenta la stessa difficoltà che presenta descrivere l’atto che consente di passare dallo stare con i piedi per terra a trovasi in equilibrio su una bicicletta.

Inconscio è anche l’ovvio. Ciò che è più ovvio è inconscio. La psicoanalisi ha nascosto il fatto che l’inconscio è l’ovvio facendo credere che è ciò che è nascosto.

La scena primaria, da privata che era, è divenuta pubblica perché viene continuamente riproposta nel cinema e nella televisione.

… la giovane analista lacaniana pronuncia la parola “godimento” facendosela  risuonare in gola e sembra godere tutte le volte che la pronuncia.

… l’analista che ha preso in cura due anni fa la donna che ha abbandonato il fidanzato prima delle nozze si trova, dopo due anni, a dover decidere se abbandonare quella donna prima che inizi l’analisi ….

… isteria, ma forse qualcosa di più ….. lo fa alzare esponendo una disarmata dolcezza e subito dopo lo taglia di netto con un gesto improvviso e inatteso …. poi si pente e si dà nella vita la missione di riparare al malfatto  … si ritiene in grado di poter lei sola realizzare il miracolo della resurrezione.

… l’indifferente e il geloso. Una bella coppia, due volti di una stessa medaglia.

Essere creativi non significa altro che essere artefici di un qualsiasi passaggio dal non essere all’essere. Il discorso di Marx sull’artigiano.

Che rapporto c’è tra produttività e creatività?

Che rapporto c’è tra la capacità di recepire la bellezza e la capacità di accedere al segreto della generazione, ovvero della creatività, non della procreazione?

A proposito di segreto della generazione, è stupefacente che, se si chiede quanti alberi sorgevano nel paradiso terrestre secondo le sacre scritture, la risposta è pressoché sempre che ve ne sorgeva uno, l’albero del bene e del male. Eppure nella Genesi è detto a chiare lettere che ve ne sorgevano due, l’albero del bene e del male e l’albero della vita che racchiudeva il segreto della generazione; e che Adamo ed Eva non furono cacciati dal paradiso terrestre, e destinati a procreare nella sofferenza, perché avevano colto il frutto del primo albero, ma perché non cogliessero poi quello del secondo desacralizzando la creatività.

Ancora più stupefacente che, qualche giorno fa, l’attuale pontefice abbia voluto smentire quella che egli stesso ha definito una fake news; abbia cioè asserito che la prima fake news è quella che fu utilizzata dal serpente astuto per convincere Eva a cogliere il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male e a commettere il peccato che avrebbe portato alla cacciata di lei e di Adamo dal paradiso terrestre. Ancora più stupefacente, perché non possiamo pensare che il pontefice non abbia letto la Genesi.

Letto il libro di Paolo Malaguti, “Prima dell’alba”, sulla guerra del 15/18 e in particolare sullo sbandamento dell’esercito italiano a Caporetto. La realtà di orrori sepolta per un secolo sotto la retorica e sotto il peso della candida torta nuziale di Piazza Venezia. L’orrore della guerra. L’orrore del disprezzo  disumano degli ufficiali colti verso la truppa contadina analfabeta. L’orrore del pregiudizio che portava tanti di quegli ufficiali a ritenere di avere di fronte non uomini, ma animali da usare. L’orrore delle arbitrarie fucilazioni e delle decimazioni. Cose che non sapevo o sapevo poco; e comunque anche in me predominava l’immagine della guerra trasmessa da quella retorica. Dunque un grande libro. Grande perché è un racconto che ripropone una realtà sepolta sotto un altro racconto, rompe l’incantamento di un altro racconto.

Letto, e da leggere, anche il libro di Cosentino-Doaro-Panella, “I fantasmi dell’Impero”, sui crimini commessi dalle truppe d‘occupazione italiane, e in particolare dal generale Graziani, nella guerra d’Etiopia.

La barbara violenza della civiltà dei lumi …

Machiavelli sosteneva che il popolo è buono. Se è così, allora  è una certa cultura che è malata ed infetta il popolo rendendolo cattivo.

C’è un pregiudizio per il quale essere buoni significa essere sciocchi.

Il problema non è il popolo, ma i populisti. Il popolo non è populista ….

La crisi del modello Destra/Sinistra può essere equiparata alla rottura di un dubbio ossessivo? Ha un equivalente nella rottura del dubbio ossessivo amore/morte?

La trascendenza equivale al pregiudizio. Il trascendente, inteso come ciò che non sta nell’esperienza, non è qualcosa di “trascendentale”. E’ presente in ciascuno di noi perché equivale ai nostri pregiudizi.

Anche i  simboli sono pregiudizi.

A proposito dei fraintendimenti cui va incontro “Il trauma dimenticato”. In un certo senso hanno ragione quanti scorgono un’assonanza tra il trauma dimenticato e il trauma della prima teoria freudiana del trauma o il trauma di cui parla Ferenczi. L’assonanza consiste nel fatto che anche il trauma dimenticato è indotto da un evento reale; resta che tale evento non provoca la ferita che provoca  invece il trauma della prima teoria del trauma o quello di cui parla Ferenczi.

A quelli che ti chiedono cosa sia la bellezza, dato che essa sta al di là delle parole ed è casomai la fonte delle parole che hanno senso, non puoi rispondere con le parole, ma questo non significa che essa non esista e che tu non possa rispondere …. Rispondere con parole che non dicono della bellezza, ma sono atti in quanto spingono chi ti fa la domanda verso una dimensione diversa da quella di quella ricerca di sapienza in cui egli sta quando ti fa la domanda ed entrando nella quale può forse incontrare da se stesso la risposta e non avere alcuna voglia e possibilità di dire che cosa ha trovato, cioè di rispondere a chi faccia a lui quella stessa domanda.

Ho bisogno dell’altro per essere me stesso. Posso essere certo di esistere perché mi trovo in un mondo in cui ci sono altri che possono essere certi di esistere perché ci sono io. In un mondo in cui non incontrassi alcuno non poteri dire di esistere.

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